Nel 2019 la decisione della seconda sezione del tribunale civile di Napoli aveva disposto il sequestro giudiziario di Varenne nell’ambito di una battaglia legale per soldi.

La disputa vedeva avversi Enzo Giordano con la Varenne Futurity, proprietario, e Valter Ferrero con La Varenne Forever, amministratore delle monte, quest'ultimo all'epoca Presidente dell'Anact, associazione nazionale allevatori cavalli da trotto.

Secondo l'accusa, Ferrero sarebbe stato inadempiente per un importo di oltre 200.000 euro per lo più per diritti di monte, soldi che avrebbe dovuto versare al proprietario Enzo Giordano.

Varenne dopo il ritiro dal mondo delle corse nel 2003 ha sempre svolto l’attività di riproduttore. L'amministratore delle monte, secondo quanto è emerso, poteva vendere lo sperma del cavallo solo per conto del proprietario Enzo Giordano, il quale in cambio gli avrebbe riconosciuto una percentuale dei profitti. I due stabilirono che il luogo dove questa attività di raccolta seminale sarebbe avvenuta fosse l'Allevamento del Grifone di Vigone (To).

Enzo Giordano per i diritti su Varenne aveva dovuto acquistarne il 50% dalla Snai nel 2002, quando Varenne valeva 4 milioni di euro.

Snai - società che gestisce scommesse sportive - aveva a sua volta acquistato la metà di Varenne nel 2001 per quasi 800 mila euro da scalarsi su premi vinti successivamente da Varenne e spettanti a Snai.

Enzo Giordano non disponeva di 4 milioni di euro liquidi e quindi trasformò la cifra, affidandosi alla Varenne Forever, in una sessantina di diritti di monta (più alcune decine di monte una tantum) - a vita - alla cifra di 65.000 € ad allevatore. Cioè mise su una sorta di consorzio del seme.

Per chi non possedeva i diritti consortili, la monta costava allora 15.000 € a puledro nato, con un'attività che fino a poco tempo fa era di 150 fattrici coperte l'anno (il massimo consentito da regolamento). Ora lo sperma di Varenne costa da 5.500 euro ai 7.500 euro (più iva a seconda che il pagamento sia anticipato o a nascita avvenuta del puledro) perché il cavallo essendo anziano non è più fertile come in passato.

Nel 2019 il sequestro fu sciolto con il trasloco di Varenne da Vigone in Piemonte all'Equicenter di Monteleone nel pavese, presso il Dott. Cesare Rognoni, almeno fino al decesso del veterinario. Dal 2021 risiede presso la tenuta "Il Cigno" di Villanterio (Pavia).

Come stallone Varenne ha generato più di 2000 figli; il suo primogenito, Icaro del Ronco, è stato venduto all'asta di settore alla cifra record di 150.000 euro.

Ora le indagini nate dall'esposto nel 2019 sono concluse e c'è il reinvio a giudizio per l'ex presidente Anact.

Secondo il pubblico ministero Giulia Rizzo, il seme di Varenne sarebbe stato venduto dalla Varenne Forever srl, la società che si occupava del seme del cavallo, «proponendosi come proprietari dello stallone» - si legge nell'avviso di conclusione indagini - e «impedendo alla società proprietaria del cavallo di eseguire i controlli previsti dallo statuto dell'Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)», l'associazione che si occupa del controllo, della tutela e della garanzia degli allevatori.

Gli imputati per truffa aggravata Valter Ferrero, amministratore unico della Varenne Forever, e Salvatore Roberto Brischetto, socio di maggioranza dell'allevamento il Grifone, sono accusati di aver speculato sugli eredi di Varenne, frutto di «cessioni fraudolente del seme del cavallo» estromettendo i proprietari di Varenne e stipulando contratti direttamente con gli allevatori interessati al seme e ottenendo, per la sola stagione 2018, - scrivono gli inquirenti - un profitto di oltre 200mila euro». Ma Valter Ferrero è accusato anche di evidente «conflitto di interesse» essendo, all'epoca dei fatti, anche presidente dell'Anact.

Vedremo come si concluderà il procedimento giudiziario.