Nel 2023 un cavalla da corsa area galoppo veniva trovata positiva al metabolita della cocaina presso l'ippodromo di Varese.

La sostanza trovata è stata BENZOILECGONINA E ECGONINA METILESTERE. Si tratta di un doping particolarmente odioso dal punto di vista del maltrattamento animale, perché non può trattarsi di incauta medicazione con periodo di sospensione non rispettato. La cocaina è una sostanza eccitante che altera sensibilmente la percezione della fatica da parte del cavallo, la cui prestazione è, di conseguenza, palesamente alterata. La cocaina viene identificata attraverso il suo metabolita. Lo stupefacente altera i processi fisiologici naturali dell’animale, nel senso dell’affaticamento, favorendo uno sforzo anormale sul cavallo in corsa che, per la giurisprudenza, integra fattispecie di reati contro gli animali.

Il Regolamento per il controllo delle sostanze proibite del Dicastero riporta che qualsiasi sostanza non rientrante in alcuna classe farmacologica e per le quali non risulti alcuna autorizzazione governativa e/o ministeriale per l’impiego in veterinaria, o qualsiasi sostanza non riconosciuta dalla autorità sanitaria quale valido trattamento farmacologico veterinario è doping. *****

Ciò che rileva – ed è documentale – è la circostanza che la cavalla sia stata riscontrata positiva al metabolita della cocaina in prima e seconda analisi. Tanto è quanto si desume dalla lettura della decisione di condanna dell’allenatore del cavallo da parte della Commissione di Disciplina I del MASAF , soggetto su cui grava la posizione di garanzia nei confronti dell’animale, e che riporta 6 mesi di sospensiva e 1.500 euro di sanzione. La cavalla era per altro arrivata prima alla competizione in cui è stato contestato il doping, quindi è stata arretrata in classifica.

Horse Angels ha presentato un esposto alla Procura di Varese e ha ottenuto l'apertura dell'indagine. L'associazione è difesa dall'Avv. Annalisa Gasparre del Foro di Pavia.